Apple, Google & Windows – la guerra dei pagamenti in-app

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Scopri gli ultimi trend sui pagamenti in-app nei 3 maggio app store: Apple, Google Play e Windows Phone Store

Le tendenze sulla monetizzazione delle applicazioni mobili sono in continuo cambiamento. I principali store di applicazioni stanno cercando di trovare il modo migliore per aumentare i download e gli acquisti all’interno delle applicazioni, operazione meglio conosciuta come pagamenti in-app o micro-pagamenti. I pagamenti in-app in generale funziona con una struttura freemium dove l’utente può scaricare una applicazione gratuitamente con l’opzione di poter fare piccoli acquisti all’interno dell’applicazione al fine di sbloccare delle features o di comprare vite extra per i giochi sul mobile.

Il pagamento in-app è stata un’ottima opzione per gli sviluppatori in quanto recentemente stiamo vedendo che i pagamenti in-app iniziano ad essere più remunerativi con la pubblicità, secondo le ultime notizie del Mobile World Market Barcelona. Abbiamo perciò studiato le tendenze di questi pagamenti in-app per i 3 store principali: App Store di Apple, Google Play di Google e il Windows Phone Store.

Google Play Store: leader nel download delle app ma pagamenti in-app deludenti

Lo scorso aprile 2015, un articolo di Tech Cruch ha analizzato gli ultimi dati sui pagamenti in-app di Google Play, scoprendo dei numeri molto interessanti. Se parliamo di numero di app che vengono scaricate, Google Play è leader in assoluto ma nonostante ciò non è stata in grado di generare numeri significativi per i pagamenti in-app; cosa che invece sono riuscite a fare Apple e Windows.

I download hanno visto un aumento del 70% nel Q1 2015 grazie a mercati emergente come Messico, Turchia e Brasile. Una crescita dovuta anche all’aumento degli Smartphone in questi paesi. Quando si parla di pagamenti in-app, a partire dal primo trimestre 2015 le entrate dell’App Store di Apple erano il 70% in più rispetto a quelle di Google Play e del 60% più alte nel terzo trimestre del 2014, secondo Tech Crunch.

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Questa non è proprio una novità in casa Google. Lo scorso agosto, Hector Balasch, direttore delle partnership strategiche in Google parlò proprio dei pagamenti mobili di Google Play, dando cifre importante e parlando della crescita dei pagamenti in-app. Riportiamo un riassunto, in un articolo uscito su El Mundo:

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«L’idea di pagare una app per essere scaricata è obsoleta», afferma. Il 92% delle app scaricate da Google Play è gratuita. Il restante 8% si abbona con pagamenti diretti o con acquisti integrati (anche conosciuti come micro pagamenti o pagamenti in-app). Questa ultima opzione consiste nel far provare gratuitamente il prodotto senza doverlo acquistare e una volta che ha imparato a conoscerlo, dargli la possibilità di realizzare acquisti per sbloccare diverse funzionalità.

Queste alternative però non sono perfette. Solo il 15% degli utenti finisce col fare un micro pagamento, mentre il restante 85% non viene monetizzato. Secondo Balasch, di quel 15% che effettua un pagamento all’interno della app, solo un 2-6% rappresenta il valore totale del pagamento in-app. “Pochi utenti generano valore” puntualizza. Il problema è che “se si perdono questi pochi utenti, si perde tutto”.

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Apple’s App Store – aumentano le entrate da pagamenti in-app grazie alla Cina, criticata per come presenta le applicazioni gratuite.

Secondo il comunicato stampa di Apple, la prima settimana del 2015 ha stabilito un nuovo record di fatturazione per l’App Store con quasi 500 milioni di dollari in applicazioni e acquisti in-app. Il primo gennaio 2015 è stato il giorno più importante nella storia dell’App Store.

Questo segue il 2014, un anno con un aumento del 50% in micro pagamenti dove gli sviluppatori hanno registrato 10 milioni di dollari. E’ un numero particularmente sorprendente se teniamo in considerazione che il totale delle entrate degli sviluppatori durante i primi 5 anni di vita dell’App Store è stato di 15 milioni di dollari.

Una spiegazione per l’aumento delle entrate degli sviluppatori di iOS è il trionfo del modelo freemium. Un’altra ragione visibile è il successo che Apple ha ottenuto entrando nel mercato cinese. L’importanza della Cina nella industria delle applicazioni non può essere sottostimata. La Cina per prima cosa, ha superato gli Stati Uniti nei download trimestrali di iOS durante il primo trimestre del 2015.

Questo cambiamento non deve sorprendere, visti i dati recenti della vendita record di iPhone in Cina. Nelle zone urbane, Apple ha rappresentato il 25% delle vendite di Smartphone durante il primo trimestre 2015, secondo i dati di Kantar.

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Apple però debe migliorare molto il suo flusso di pagamento in-app. Recentemente Apple ha ricevuto moltissime critiche sull’uso della parola “free” per app che sono freemium. Lo scorso febbraio, ha dovuto pagare per un accordo da 100 milioni di dollari alla FTC per la forma con cui rappresentava le applicazioni gratuite con un mecanismo di acquisto in-app, soprattutto ai bambini. La sua prima risposta è stata includere ‘offerte di acquisto in-app’ sotto il nome dell’applicazione e dello sviluppatore nelle pagine dell’App Store. Hanno anche deciso di aggiungere un dialogo di conferma all’interno dell’applicazione ogni volta che viene attivato un acquisto.

Lo store di Windows Phone – gli introiti da pagamenti in-app superano quelli di Mobile advertising

Una decisione importante che gli sviluppatori devono fare è quale modelo di monetizzazione vogliono adottare: applicazioni di pagamento, acquisti in-app o la pubblicità in-app (mostrando annunci all’interno dell’applicazione). Nella piattaforma Windows, le applicazioni di pagamento diminuiscono in percentuale rispetto agli ingressi total, così come in termini assoluti, anche se le applicazioni di pagamento continuano ad essere una fonte di guadagno importante per le applicazion specializzate.

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Secondo il blog ufficiale di Windows, in aprile gli acquisti in-app sono il generatore principale di entrate per gli sviluppatori, ossia più della metà delle entrate di ogni categoria. Mentre i pagamenti in-app continuano a crescere ogni mese, Windows ha visto un aumento significativo nelle entrate in-app nell’ultimo trimestre, spingendo per l’introduzione delle seguenti nuove applicazioni nei suoi store che utilizzano il modelo freemium: Age of Empires: Castle Siege, Age of Sparta, Asphalt 8: Airborne, Candy Crush Saga, Dragon Mania Legends, My Talking Angela e The Sims FreePlay. Tra gennaio e marzo del 2015 gli acquisti in-app hanno generato il 55% di tutte le entrate per gli sviluppatori.