L’impatto dell’AD Blocking sul mercato digitale in Italia e quali sono i metodi più efficaci per incentivare la sua disattivazione

La Disattivazione dell’AD block sta diventando la sfida più grande per gli editori, concessionarie, centri media e agenzie – Neomobile da uno sguardo approfondito sullo stato dell’AD blocking in Italia.

La recente campagna di Outofhomedia pone l’attenzione, in modo spiritoso, al problema che l’AD blocking rappresenta per il mercato digitale. La disattivazione dei AD block, secondo Neomobile, condivisa con tutti i principali player della industry, è l’unica via d’uscita per sopravivere alla cosidetta “Adblockalypse”. La soluzione è la user experience: la maniera in cui un prodotto viene presentato non dovrebbe infastidire l’utente mentre naviga, ma dovrebbe catturare la sua attenzione e portarlo ad approfondire ed eventualmente acquistare il prodotto.

La pubblicità di qualità si può ottenere solo rimettendo l’utente al centro della Industry, e istruendolo su come funziona il mercato: la pubblicità è la fonte principale per coprire i costi dei contenuti e dei servizi che vengono offerti gratuitamente ogni giorno, come conclude il whitepaper di IAB Italia sul’fenomeno di AD blocking.

Secondo l’analisì di PageFair in Italia il 17% della popolazione online usa l’AD block da desktop (e 1% da mobile) numero al di sopra della media globale, che si aggira intorno al 11%.

Le conclusioni più importanti del report che riguardano il mercato globale:

  • 615 milioni di device hanno l’AD block attivo
  • 30% YoY la crescita dell’utilizzo del AD block
  • 74% di utenti abandonano la pagina web che richiede la disattivazione del AD block per poterla navigare
  • 77% di utenti che hanno Ad block sono disposti a visualizzare certi tipi di pubblicità

Dall’altro lato, l’indagine su “Lo Stato dell’Arte dell’Ad Blocking in Italia”, condotta dalle associazioni più autorevoli in questo ambito, come Assocom, FCP-Assointernet, Fedoweb, IAB Italia, Netcomm e UPA, mostra invece dati che differiscono dal report PageFair: la penetrazione desktop risulta essere del 13%, e mobile del 7,6%. Inoltre, il report fornisce altri numeri chiave:

  • Il 21,9% degli utenti italiani dichiara di conoscere e utilizzare l’Ad blocking in occasioni specifiche, attivando e disattivando l’ad blocker, secondo i siti o device utilizzati
  • Il motivo principale per l’utilizzo è l’impatto dell’advertising sulla user experience di navigazione (formati invasivi, affollamento elevato, rallentamento nel caricamento dei contenuti)
  • l’81% degli utilizzatori di Ad blocker attiverebbe la disattivazione del blocco se un sito eliminasse i formati pubblicitari più invasivi
  • Il 55% degli utilizzatori di Ad blocker non è a conoscenza del ruolo dell’advertising nel finanziamento dei produttori di contenuti fruiti dagli utenti online, spesso gratuiti

*foto banner: Outofhomedia / &Co (Fonte)