Siamo fatti al 70% di infografica

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Neomobile ripercorre in breve la storia delle infografiche

“Complicare è facile, semplificare é difficile”
[Bruno Munari]

“Without constantly scanning, scrutinizing and absorbing what goes on around you, you cannot become a successful designer”
[How to be a graphic designer without losing your soul]

La società 2.0 è ricca, o forse è il caso di dire satura, di messaggi visivi e input diretti a noi utenti. La parola, quella rivolta all’individuo che cammina sempre di fretta lungo le vie della città, quella rivolta all’utente a cui rimane poco tempo da dedicare a se stesso o a quello che ha intorno, sta perdendo valore. Esempi famosi? Times Square, Piccadilly Circus.

La comunicazione, se vuole raggiungere quel preciso utente, deve essere just in time; chiara, diretta, semplice, minimalista ma anche, e soprattutto, eye catching. All’intersezione di questi due insiemi abbiamo le infografiche, informazione sintetizzata attraverso una combinazione di immagini e testo (quest’ultimo in modo non invasivo).

Ma facciamo un piccolo passo indietro.

Una delle prime necessità dell’uomo come animale sociale, al di là della sopravvivenza in sè, è stata la rappresentazione del mondo al fine di condividere con gli altri il proprio pensiero e la propria percezione del mondo stesso. Immediatamente dopo la comunicazione orale e poco prima dell’uso della scrittura cuneiforme, ecco, proprio lì (riuscite a vederlo?), troviamo i primi esempi di infografica. Nei disegni rupestri rappresentanti scene di caccia delle caverne di Altamira in Spagna o nei geroglifici delle pareti del tempio di Luxor in Egitto sono racchiusi i semi delle future infografiche.

Ma quali sono alcuni dei momenti chiave nell’evoluzione delle infografiche?

1700. William Playfair, ingegnere e economista scozzese, alla fine del 1700 inventò la rappresentazione di dati statistici attraverso l’uso di diagrammi, grafici a barre o torte. La sua opera principale, The Commercial and Political Atlas (1786), è uno dei più grandi esempi dell’uso di grafici statistici. Statistical Breviary (1801) è invece il primo documento che contiene un grafico a torta. Grazie William per aver semplificato la vita di molti di noi!

1800. Florence Nightingale, meglio conosciuta come la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, è descritta come un’innovatrice nella rappresentazione grafica di dati statistici. Nell’opera Diagram of the causes of mortality in the army in the East illustrò le pessime condizioni degli ospedali militari durante la Guerra di Crimea indicando in rosso le ferite dei militari, in blu le malattie prevenibili e in nero altre cause. Questo fu il primo esempio di polar area diagram (o coxcomb), molto simile ad un diagramma a torta.

1869. Charles Joseph Minard, ingegnere civile francese, fu un pioniere delle infografiche applicate all’ingegneria e alla statistica. Famosa la sua Carte figurative des pertes successives en hommes de l’Armée Française dans la campagne de Russie 1812-1813 che illustrava la Campagna di Russia di Napoleone. Attraverso un diagramma di flusso e ripercorrendo l’avanzata dell’esercito dai confini della Russia fino a Mosca, illustrava le ingenti perdite subite dall’esercito sia in avanzata che in ritirata. Disegnò due percorsi diversi, indicati con due colori diversi, che si riducevano in ampiezza a dimostrazione della riduzione del numero dei soldati, soprattutto in prossimità di corsi d’acqua; lungo il percorso inserì coordinate geografiche, date e temperature.

1930. Harry Beck, nel 1931, disegnò la prima mappa schematica della metropolitana di Londra, una rappresentazione topologica semplificata che evidenziava le diverse linee dei treni con colori diversi. Il pensiero alla base di questa proposta grafica fu che ai passeggeri non interessava la precisione geografica ma semplicemente conoscere il modo in cui spostarsi da una stazione all’altra, sapendo anche in quale stazione cambiare treno. Prima della sua idea esisteva una mappa della metropolitana sovrapposta alle mappe stradali. Che caos!

Questi sono alcuni dei passaggi importanti che hanno gettato le basi per la sintesi rappresentativa che contraddistingue le infografiche di oggi.

Ma cosa differenzia la narrazione di un’infografica rispetto ad altre rappresentazioni grafiche?

1. Il messaggio deve essere interpretabile in modo chiaro ed immediato.
2. Gli elementi grafici e le parole (poche) devono mescolarsi in modo armonico.
3. Uso di pittogrammi più facili da comprendere rispetto all’uso di una singola parola.

Ecco come sarebbe questo articolo in infografica.

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Da dove nascono le #infografiche? Ecco la loro storia Tweet!

Avresti mai detto che avremmo ritrovato le #infografiche anche nella preistoria? Tweet!

#infografiche: la comunicazione just in time Tweet!

Dagli ingegneri agli statistici tutto sulle #infografiche Tweet!

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Annalisa Giangregorio

Graphic Designere in questa occasione anche editor!