Michela, collega dell’area legale, ci racconta le avventure e le emozioni del suo viaggio in Uganda con Big Beyond

“Un giorno andrai in Africa, in un contesto remoto e rurale e seguirai la produzione di caffè Arabica per il self-sustainable delle comunità locali, poi racconterai storie ai bambini girando per le scuole del villaggio e raccoglierai testimonianze di vita tra i nativi con carta e penna in mano…” Se me l’avessero raccontato qualche anno fa probabilmente avrei pensato che sarebbe rimasto solo un sogno da condividere nelle serate estive tra amici, con un bicchiere di vino in mano mentre si osserva il cielo.

Poi succede che una mattina apri gli occhi e ti ritrovi sotto una mosquito net a baldacchino mentre il canto dei bambini della vicina Hope Nursery School accompagna dolcemente il tuo risveglio.

Benvenuta in Africa!

Descrivere le emozioni che trasmette questo paese richiede tempo perche solo il tempo mi aiuterà a metabolizzare il meraviglioso vortice nel quale sono entrata.

Senza cadere in banalità o retorica, sicuramente non é un paese facile. Ci sono momenti in cui senti arrivare improvvisamente quel nodo in gola per un gesto inaspettato, un sorriso gratuito, un bambino che ti rincorre disperato mentre sei in moto solo per “battere il cinque”, una realtà dura che non vorresti vedere. Ma ho scelto di amare l’Africa (…o forse l’Africa ha scelto me) ed è come quando viviamo un rapporto d’amore, se il sentimento è forte, si accettano pregi e difetti senza riserve.

In fondo nessun paese o amore è perfetto.

Mi trovo in Uganda, in un villaggio remoto, rurale: Higabiro Village nella casa di Big Beyond. Sono circondata da una natura imponente che rapisce gli occhi, la mattina presto le vallate si fanno timide e si nascondono nella nebbia regalando uno scenario unico e un senso di pace raro.

Ho riscoperto il valore e il rispetto verso la Terra perché mi nutro grazie a Lei e a quello che regala ogni giorno.

Sto imparando a riconoscere le piantagioni di caffè e la giusta lavorazione per poter interagire con i coltivatori e poter costituire una cooperativa locale per la produzione di caffè Arabica. L’unione fa la forza… e qui anche l’economia!

Pensavo fosse questa la mia sfida…invece sarà quella di tornare al materialismo della vita cittadina.

Un mio amico prima di partire per questa avventura mi disse: “avevi ragione, a forza di sognare qualcosa a volte si avvera!”

Michela

Agosto 2016, Uganda

 

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